23 Aprile 2021
11:36

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Sono ancora tanti i dubbi da chiarire sulla morte di Manuel Di Nicola il papà 33enne allontanatosi dalla sua casa di Benedetto dei Marsi, in Abruzzo, lo scorso 7 marzo e ritrovato poi morto dopo una settimana in un canale del Fucino. Il primo esame effettuato sul suo corpo ha evidenziato che non vi era acqua nei suoi polmoni: secondo il racconto della famiglia inoltre mancavano anche 700 euro in contanti ricevuti in dono dai parenti in occasione del battesimo del figlio di soli nove mesi.
A cura di Quale Compro Team
Manuel Di Nicola
Manuel Di Nicola

Resta ancora avvolta nel mistero la morte di Manuel Di Nicola, il 33enne scomparso lo scoro 7 marzo da San Benedetto dei Marsi, in Abruzzo, e ritrovato senza una settimana dopo in uno dei canali di irrigazione della piana del Fucino, nel cuore della Marsica. I primi esami autoptici hanno consegnato però una verità che gli inquirenti dovranno inserire nel contesto della sua morte per la quale è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Avezzano per omicidio colposo, al momento però contro ignoti. Nei polmoni di Manuel non vi era acqua, segno del fatto che sia finito in quel canale già privo di sensi.

Il battesimo del figlio e i 700 euro scomparsi

  • A svolgere le indagini, coordinati dal pm Maurizio Maria Cerrato, sono i carabinieri della Compagnia di Avezzano al comando di Luigi Strianese che stanno svolgendo accertamenti su quelle che sono state le ultime ore di vita di Manuel, papà di 33 anni, che il giorno della sua scomparsa aveva festeggiato da poco il battesimo del figlio di soli 9 mesi.
  • Una giornata trascorsa in compagnia della sua famiglia a casa dei suoceri per festeggiare con un pranzo in compagnia la lieta giornata, poi intorno alle 20.30 la decisione di allontanarsi con la sua auto.

Manuel non ha portato con sé il cellulare

Secondo il racconto della famiglia, riportato da "Il Messaggero", Manuel aveva in tasca 700 euro in contanti, i soldi regalati dai parenti in occasione del battesimo, con una parte dei quali aveva pagato il catering poco prima. Quei soldi però non sono stati ritrovati dai carabinieri nei pantaloni del 33enne né nella sua auto, ritrovata invece pochi giorni dopo la scomparsa dai carabinieri, a circa un chilometro dal luogo dove poi è stato rinvenuto il suo cadavere. Con sé non aveva portato nemmeno il cellulare ed era uscito senza un giubbotto ma solo in camicia e pantaloni. I militari voglio capire se Manuel quel giorno abbia abbandonato la casa di San Benedetto per incontrare qualcuno o se in quel qualcuno vi sia incappato per strada mentre camminava, se sia stato vittima di una rapina o di un incidente.

“Aveva 700 euro in contanti nel portafoglio, i soldi regalati dai parenti.”
anonimo partenopeo

Sul corpo di Manuel segni sull'addome e sulla schiena

Nei suoi polmoni non vi era acqua dunque, segno che quando è caduto nel canale dove è stato ritrovato, era già privo di sensi. In questo senso saranno importanti i risultati degli esami chimico-tossicologici per capire se il giovane fosse in stato di alterazione da alcol o da stupefacenti. Inoltre i medici hanno riscontrato sul corpo di Manuele degli evidenti segni sull'addome e sulla zona lombare della schiena che potrebbero essere compatibili con una eventuale caduta accidentale nel canale ma anche conseguenza di una colluttazione avvenuta con qualcun

Manuel Di Nicola
Manuel Di Nicola

Resta ancora avvolta nel mistero la morte di Manuel Di Nicola, il 33enne scomparso lo scoro 7 marzo da San Benedetto dei Marsi, in Abruzzo, e ritrovato senza una settimana dopo in uno dei canali di irrigazione della piana del Fucino, nel cuore della Marsica. I primi esami autoptici hanno consegnato però una verità che gli inquirenti dovranno inserire nel contesto della sua morte per la quale è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Avezzano per omicidio colposo, al momento però contro ignoti. Nei polmoni di Manuel non vi era acqua, segno del fatto che sia finito in quel canale già privo di sensi.

Il battesimo del figlio e i 700 euro scomparsi

A svolgere le indagini, coordinati dal pm Maurizio Maria Cerrato, sono i carabinieri della Compagnia di Avezzano al comando di Luigi Strianese che stanno svolgendo accertamenti su quelle che sono state le ultime ore di vita di Manuel, papà di 33 anni, che il giorno della sua scomparsa aveva festeggiato da poco il battesimo del figlio di soli 9 mesi. Una giornata trascorsa in compagnia della sua famiglia a casa dei suoceri per festeggiare con un pranzo in compagnia la lieta giornata, poi intorno alle 20.30 la decisione di allontanarsi con la sua auto.

Manuel non ha portato con sé il cellulare

Secondo il racconto della famiglia, riportato da "Il Messaggero", Manuel aveva in tasca 700 euro in contanti, i soldi regalati dai parenti in occasione del battesimo, con una parte dei quali aveva pagato il catering poco prima. Quei soldi però non sono stati ritrovati dai carabinieri nei pantaloni del 33enne né nella sua auto, ritrovata invece pochi giorni dopo la scomparsa dai carabinieri, a circa un chilometro dal luogo dove poi è stato rinvenuto il suo cadavere. Con sé non aveva portato nemmeno il cellulare ed era uscito senza un giubbotto ma solo in camicia e pantaloni. I militari voglio capire se Manuel quel giorno abbia abbandonato la casa di San Benedetto per incontrare qualcuno o se in quel qualcuno vi sia incappato per strada mentre camminava, se sia stato vittima di una rapina o di un incidente.

Sul corpo di Manuel segni sull'addome e sulla schiena

Nei suoi polmoni non vi era acqua dunque, segno che quando è caduto nel canale dove è stato ritrovato, era già privo di sensi. In questo senso saranno importanti i risultati degli esami chimico-tossicologici per capire se il giovane fosse in stato di alterazione da alcol o da stupefacenti. Inoltre i medici hanno riscontrato sul corpo di Manuele degli evidenti segni sull'addome e sulla zona lombare della schiena che potrebbero essere compatibili con una eventuale caduta accidentale nel canale ma anche conseguenza di una colluttazione avvenuta con qualcun

Manuel Di Nicola
Manuel Di Nicola

Resta ancora avvolta nel mistero la morte di Manuel Di Nicola, il 33enne scomparso lo scoro 7 marzo da San Benedetto dei Marsi, in Abruzzo, e ritrovato senza una settimana dopo in uno dei canali di irrigazione della piana del Fucino, nel cuore della Marsica. I primi esami autoptici hanno consegnato però una verità che gli inquirenti dovranno inserire nel contesto della sua morte per la quale è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Avezzano per omicidio colposo, al momento però contro ignoti. Nei polmoni di Manuel non vi era acqua, segno del fatto che sia finito in quel canale già privo di sensi.

Il battesimo del figlio e i 700 euro scomparsi

A svolgere le indagini, coordinati dal pm Maurizio Maria Cerrato, sono i carabinieri della Compagnia di Avezzano al comando di Luigi Strianese che stanno svolgendo accertamenti su quelle che sono state le ultime ore di vita di Manuel, papà di 33 anni, che il giorno della sua scomparsa aveva festeggiato da poco il battesimo del figlio di soli 9 mesi. Una giornata trascorsa in compagnia della sua famiglia a casa dei suoceri per festeggiare con un pranzo in compagnia la lieta giornata, poi intorno alle 20.30 la decisione di allontanarsi con la sua auto.

Manuel non ha portato con sé il cellulare

Secondo il racconto della famiglia, riportato da "Il Messaggero", Manuel aveva in tasca 700 euro in contanti, i soldi regalati dai parenti in occasione del battesimo, con una parte dei quali aveva pagato il catering poco prima. Quei soldi però non sono stati ritrovati dai carabinieri nei pantaloni del 33enne né nella sua auto, ritrovata invece pochi giorni dopo la scomparsa dai carabinieri, a circa un chilometro dal luogo dove poi è stato rinvenuto il suo cadavere. Con sé non aveva portato nemmeno il cellulare ed era uscito senza un giubbotto ma solo in camicia e pantaloni. I militari voglio capire se Manuel quel giorno abbia abbandonato la casa di San Benedetto per incontrare qualcuno o se in quel qualcuno vi sia incappato per strada mentre camminava, se sia stato vittima di una rapina o di un incidente.

Sul corpo di Manuel segni sull'addome e sulla schiena

Nei suoi polmoni non vi era acqua dunque, segno che quando è caduto nel canale dove è stato ritrovato, era già privo di sensi. In questo senso saranno importanti i risultati degli esami chimico-tossicologici per capire se il giovane fosse in stato di alterazione da alcol o da stupefacenti. Inoltre i medici hanno riscontrato sul corpo di Manuele degli evidenti segni sull'addome e sulla zona lombare della schiena che potrebbero essere compatibili con una eventuale caduta accidentale nel canale ma anche conseguenza di una colluttazione avvenuta con qualcun

Manuel Di Nicola
Manuel Di Nicola

Resta ancora avvolta nel mistero la morte di Manuel Di Nicola, il 33enne scomparso lo scoro 7 marzo da San Benedetto dei Marsi, in Abruzzo, e ritrovato senza una settimana dopo in uno dei canali di irrigazione della piana del Fucino, nel cuore della Marsica. I primi esami autoptici hanno consegnato però una verità che gli inquirenti dovranno inserire nel contesto della sua morte per la quale è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Avezzano per omicidio colposo, al momento però contro ignoti. Nei polmoni di Manuel non vi era acqua, segno del fatto che sia finito in quel canale già privo di sensi.

Il battesimo del figlio e i 700 euro scomparsi

A svolgere le indagini, coordinati dal pm Maurizio Maria Cerrato, sono i carabinieri della Compagnia di Avezzano al comando di Luigi Strianese che stanno svolgendo accertamenti su quelle che sono state le ultime ore di vita di Manuel, papà di 33 anni, che il giorno della sua scomparsa aveva festeggiato da poco il battesimo del figlio di soli 9 mesi. Una giornata trascorsa in compagnia della sua famiglia a casa dei suoceri per festeggiare con un pranzo in compagnia la lieta giornata, poi intorno alle 20.30 la decisione di allontanarsi con la sua auto.

Manuel non ha portato con sé il cellulare

Secondo il racconto della famiglia, riportato da "Il Messaggero", Manuel aveva in tasca 700 euro in contanti, i soldi regalati dai parenti in occasione del battesimo, con una parte dei quali aveva pagato il catering poco prima. Quei soldi però non sono stati ritrovati dai carabinieri nei pantaloni del 33enne né nella sua auto, ritrovata invece pochi giorni dopo la scomparsa dai carabinieri, a circa un chilometro dal luogo dove poi è stato rinvenuto il suo cadavere. Con sé non aveva portato nemmeno il cellulare ed era uscito senza un giubbotto ma solo in camicia e pantaloni. I militari voglio capire se Manuel quel giorno abbia abbandonato la casa di San Benedetto per incontrare qualcuno o se in quel qualcuno vi sia incappato per strada mentre camminava, se sia stato vittima di una rapina o di un incidente.

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Nei suoi polmoni non vi era acqua dunque, segno che quando è caduto nel canale dove è stato ritrovato, era già privo di sensi. In questo senso saranno importanti i risultati degli esami chimico-tossicologici per capire se il giovane fosse in stato di alterazione da alcol o da stupefacenti. Inoltre i medici hanno riscontrato sul corpo di Manuele degli evidenti segni sull'addome e sulla zona lombare della schiena che potrebbero essere compatibili con una eventuale caduta accidentale nel canale ma anche conseguenza di una colluttazione avvenuta con qualcun.

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