23 Aprile 2021
09:56

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La pandemia da Covid, tra le molte difficoltà che ha portato con sé, ha fatto crescere anche il numero di italiani “panofobici”, ovvero di coloro che hanno “paura di tutto”. Lo evidenzia il nuovo rapporto di Censis in collaborazione con Federsicurezza. Ma col coronavirus è inoltre aumentata la violenza domestica, a fronte di un calo complessivo dei reati (tranne per quelli informatici).
A cura di Quale Compro Team

Col coronavirus cresce il numero di italiani “panofobici”: persone che hanno “paura di tutto”. Secondo i numeri contenuti nell’ultimo “Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia” di Censis e Federsicurezza, sono oltre 6 milioni le persone che, in casa o fuori, “vivono costantemente in stato d’ansia”. Sono soprattutto donne: quasi 5 milioni, il 17,9% della popolazione femminile complessiva. Ma sono presenti anche tra i giovani: 1,7 milioni, pari al 16,3% degli under 35.

Il rapporto però getta luce anche sull'aumento dei casi di violenza domestica: da marzo a ottobre 2020, quelli del lockdown più stingente nel nostro Paese, molte donne chiuse in casa sono state maggiormente esposte agli abusi di partner e conviventi. Le richieste di soccorso al numero antiviolenza e stalking 1522 sono state 23.071, il 71,9% in più rispetto alle 13.424 dello stesso periodo dell’anno precedente. Guardando alle cifre del rapporto, la qualità di vita delle donne viene da pensare che sia stata assai condizionata: il 75,8% ammette di avere timore anche solo di camminare per strada e prendere i mezzi pubblici di sera, l′83,8% ha paura di frequentare luoghi affollati, l′88,5% ha paura di incontrare persone sconosciute sui social network, il 76,3% ha paura di condividere foto e video sul web, il 22,5% ha paura di stare a casa da sola di notte.

Complessivamente, il numero dei reati è sceso: nel 2020 ne sono stati denunciati complessivamente 1.866.857, il 18,9% in meno rispetto all’anno precedente; gli omicidi sono calati del 16,4%, le rapine del 18,2%, i furti del 33%.

Nel dettaglio, il 75,4% degli italiani dichiara di non sentirsi sicuro quando frequenta luoghi affollati (la percentuale scende del 67% tra i più giovani) mentre il 59,3% ha paura di camminare per strada e di prendere i mezzi pubblici dopo le 8 di sera (la percentuale resta al 59,8% anche tra i più giovani).

“Si tratta di sentimenti fortemente condizionati dalla paura del contagio”, spiegano gli autori del Rapporto. “La sfera sanitaria peserà sempre di più nelle nostre vite: quando le restrizioni saranno allentate, le piazze dovranno poter tornare a riempirsi in tranquillità”

Per l'83,4% delle persone sentite dal Censis andrebbero applicare pene più dure per chi provoca risse e pratica atti di violenza fuori dai locali pubblici e nei luoghi della movida. Il 50,5% degli italiani esprime fiducia nelle guardie giurate e negli operatori della sicurezza privata ma il 55,7% è convinto che il settore avrebbe bisogno di un maggiore riconoscimento sociale. Il 62,8% è convinto che ci sia una scarsa consapevolezza da parte della popolazione in merito a quello che gli operatori della sicurezza privata fanno: la loro attività è spesso misconosciuta. Aumentato invece il numero di reati informatici. Nel 2020 sono state commesse 241.673 truffe e frodi informatiche, il 13,9% in più rispetto all’anno precedente.

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